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Berlusconi propone la fine della democrazia

Berlusconi propone la fine della democrazia, e nessuno se ne accorge.
E' passata come se nulla fosse la proposta di instaurare una dittatura cilena in un paese europeo. E' passata con leggerezza, anche sulla contro informazione, un'idea agghiacciante. Voi l'avete sentita, ma da questa premessa non la riconoscete, non la riconoscete perchè nessuno ha fatto notare quanto fosse eversiva. Qual'era la proposta? Quelle di far votare solo i capi gruppo per conto di tutti i parlamentari del proprio partito. Ora l'avete letta, ve la siete ricordata e state pensando: "non era poi così grave".

Cosa comporta quella proposta in realtà? Facciamo un passo indietro per capirlo: la legge elettorale attuale prevede che il partito che vince le elezioni abbia la maggioranza assoluta dei parlamentari (una simile legge elettorale era presente solo durante il fascismo). Questo vuol dire che il partito di governo ha il 55% dei voti. Se il capo gruppo ha delega per votare per il partito. Il capo gruppo del partito di maggioranza vota per il 55% dei parlamentari. Questo vuol dire che il capo gruppo del partito di maggioranza (cioè una persona sola) con il suo solo voto farebbe passare a maggioranza assoluta tutte le leggi che vuole. Le farebbe passare sempre. Ogni singola legge. Dato che non può matematicamente perdere una votazione. Mai. Questo significa che tutti i parlamentari dell'opposizione possono restare a casa, infatti se votassero sempre tutti compatti, non avrebbero mai più del 45% dei voti. Cioè perderebbero ogni singola votazione. Sempre.

Berlusconi aveva candidamente proposto la fine della democrazia e l'instaurazione di una dittatura. E nemmeno di una dittatura illuminata. Una dittatura in confronto alla quale i comitati politici della russia di Stalin sarebbero stati un inarrivabile modello di libertà e dibattito democratico. Ma l'ha fatto candidamente. Per questo si è deciso di non dare troppa importanza alla cosa

Pubblicato il 26/3/2009 alle 22.37 nella rubrica diario.

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