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15 giugno 2009
SCIENZA
Politicamente avverso
Questa è una delle tante menzogne della propaganda. Una di quelle che più hanno preso piede. Essere politicamente avverso. Spesso  ricevo messaggi di persone che apprezzando quello che scrivo mi dicono: "anch'io come te odio berlusconi".

Questa frase tecnicamente è una presupposizione. Presuppone che chi critica questo governo non lo faccia sul fatti concreti. Lo faccia perchè è "avverso". E' una tesi molto utile. I giornali diventano "di sinistra" oppure "contro il governo". Non importa quello che dicono. Non bisogna giustificarsi sui fatti. Si cataloga tutto come un attacco fatto da chi è avverso.

Le critiche dei giornali esteri, che non si possono accusare di dipendere da un partito italiano "avverso", si archiviano come disinformate. I giornali esteri prendono informazioni dai giornali italiani "avversi" e perciò sono contagiati da questa avversità.

La tecnica è molto semplice. Ma molto efficace. Ed ormai permea la realtà. Anche per molti che mi leggono. Io non faccio critiche precise e puntuali. Io sono politicamente avverso.

Imparare le tecniche di manipolazione è il primo passo per non essere più manipolabili.

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permalink | inviato da marco resistenza il 15/6/2009 alle 1:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
5 aprile 2009
POLITICA
silvio la macchietta consapevole
Se guardate i comportamenti di silvio negli ultimi incontri internazionali vedrete il comportamento di una persona che sa di essere considerato una macchietta dai propri interlocutori.
Si comporta di conseguenza.
Non si tratta di ignoranza dell'etichetta, per questo basterebbe qualcuno che gliela ricordasse. E' invece il comportamento di chi si trova in un ambiente dove sa di non dover stare. silvio è abituato a vivere tra dipendenti della sua azienda, parlamentari-dipendenti del suo partito, pseudo-oppositori ormai asserviti, giornalisti-dipendenti suoi e della rai. Questa è la sua condizione in italia. Quando si trova in europa vede capi di governo che gli ridono in faccia. Parlamentari che lo evitano. Giornalisti che lo deridono. Si sente un paria. Si rende conto che il mondo lo considera una macchietta.
Non appena esce dal paese delle banane quello che il mondo pensa di lui si palesa di fronte come un muro di mattoni.
Il suo comportamento è quello di chi si sente inadeguato ad un contesto. Ma diciamolo pure, la colpa non è sua: è di tutti gli altri che non si sforzano a far sentire silvio a suo agio. E continuano a ridere di lui. La colpa è di tutto il mondo. Non sua.

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permalink | inviato da marco resistenza il 5/4/2009 alle 18:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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