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22 ottobre 2009
Il vero dramma di berlusconi 35.000 festini con puttane in meno
Il vero dramma di berlusconi riguardo al risarcimento milionario stabilito per il caso mondadori è uno soltanto. Durante una cena un commensale, pensando di allietare la serata con questa facezia, gli ha calcolato a quanti festini con mignotte corrispondono i 750 milioni di euro stabiliti come indennizzo.

Considerando il numero classico di 20 "ragazze immagine" pagate 1.000 euro l'una per allietare le cene di berlusconi. Più il premio speciale di altri 1.000 euro per chi si "ferma". Ogni cena di berlusconi con 20 ragazze e una prescelta costa in media 21.000 euro.

Con la mirabolante cifra di 750 milioni si pagano perciò 35.714 festini. O quanto meno si pagano i commensali (ma le spese delle cibarie sono del tutto trascurabili e il trasporto viene fatto attraverso voli di stato, quindi a spese della collettività).

Considerando che il maratoneta dell'amore, volesse fare un festino al giorno. 35.714 festini corrispondono appunto a uno ogni giorno per i prossimi: 97 anni.

Questo giocoso calcolo non ha però allietato berlusconi che ha realmente somatizzato il fatto di dove pagare il corrispettivo di 97 anni di festini con prostitute a de benedetti.

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5 luglio 2009
POLITICA
La triste vita di berlusconi: pizzo ai mafiosi
Da una intercettazione del 17 febbraio 1988 tra silvio berlusconi e renato della valle

BERLUSCONI - Renato...

DELLA VALLE - Ciao, Silvio.

BERLUSCONI - Come stai?

DELLA VALLE - Bene. È appena partito Franco Carraro.

BERLUSCONI - Ah, sì? Dov’è andato?

DELLA VALLE - Andava giù a Roma.

BERLUSCONI - Era lì da te?

DELLA VALLE - Sì.

BERLUSCONI - Allora...

DELLA VALLE - È stato ieri sera al processo.

BERLUSCONI - Diavolo di un uomo, sempre in mezzo ai ministri.

DELLA VALLE - Eh, be’. Ieri ho parlato, poveretto, con Nicolazzi [Franco Nicolazzi, Psdi, ministro dei Lavori pubblici, in quei giorni sotto inichiesta per le tangenti sulle «carceri d’oro», nda].

BERLUSCONI - Mmh.

DELLA VALLE - M’ha telefonato.

BERLUSCONI - Oggi questi stronzi del mio «Giornale» gli han messo un titolo in prima pagina del cazzo.

DELLA VALLE - Eh, ho visto.

BERLUSCONI - Ma son proprio dei figli di troia, guarda.

DELLA VALLE - Mmh.

BERLUSCONI - E non so più cosa fare io. Mamma mia, non so più cosa fare.

DELLA VALLE - M’ha telefonato: era giù da matti per ’sta storia qui. Lo sai la cosa triste? Che lui proprio non c’entra niente, eh.

BERLUSCONI - Ma lo so.

DELLA VALLE - Quello non c’ha una lira, eh. Mah!

BERLUSCONI - Guarda...

DELLA VALLE - Come andiamo, Silvio?

BERLUSCONI - Eh?

DELLA VALLE - Come andiamo?

BERLUSCONI - Ma, guarda, vado male da un punto di vista fisico, perché mi è venuto... c’ho un’artrosi, più un... un po’ di altri dolori. Mi sono bloccato sulla sinistra, dietro, tutto.

DELLA VALLE - Ma va!

BERLUSCONI - E allora sono messo male fisicamente. E poi c’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perché mi han fatto estorsioni... in maniera brutta.

DELLA VALLE - Oh, Madonna!

BERLUSCONI - Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... Sono ritornati fuori.

DELLA VALLE - Senti, Silvio...

BERLUSCONI - Mmh.

DELLA VALLE - Eh, va be’, no... hai St. Moritz, se no ti dicevo: se vuoi mandarli anche qui a casa mia, non ci son problemi, eh.

BERLUSCONI - Grazie, ma li mando molto più lontano.

DELLA VALLE - Ah.

BERLUSCONI - Sai, siccome mi hanno detto che, se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo...

DELLA VALLE - Oh, Madonna!

BERLUSCONI - E allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora, ho deciso, li mando in America e buona notte.

DELLA VALLE - Senti, ma vai anche tu... fuori.

BERLUSCONI - Eh, io c’ho un po’ di cosette qua da fare.

DELLA VALLE - Eh, ma chi se ne frega, Silvio. Però insomma, se... se t’han dato una data, fino a quella data lì, vai anche tu.

BERLUSCONI - Ma, vedi, no, io sono qui difeso... per casa...

DELLA VALLE - Se vuoi venire qui a casa mia...

BERLUSCONI - Ascolta...

DELLA VALLE - Devono passare sul mio cadavere, eh.

BERLUSCONI - Così ci mettono la bomba in du... ci fan saltare in due. (ride)

DELLA VALLE - No!

BERLUSCONI - ...(incompr. per sovrapposizione delle voci) uno (ride)

DELLA VALLE - Ma cosa vuoi che faccian saltare. La bomba...

BERLUSCONI - Senti un po’... tutto bene lì, i ragazzi, tutto bene?

DELLA VALLE - Sì, sì, tutto bene.

BERLUSCONI - Tua moglie?

DELLA VALLE - Mi rattrista ’sta cosa, cazzo.

BERLUSCONI - Eh, va be’, cosa ci vuoi fare? Senti, tua moglie sta bene?

DELLA VALLE - Bene, bene.

BERLUSCONI - Senti... io... niente, ero in debito anche di una risposta su Tanzi.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Francamente non mi è venuto in mente un Cristo (ride) (...)

DELLA VALLE - Senti... quando è quella scadenza?

BERLUSCONI - Di Rizzoli?

DELLA VALLE - No, no, no, la scadenza di quei de... delinquenti lì che t’han detto...

BERLUSCONI - Fra sei giorni.

DELLA VALLE - Perché non prendiamo l’aereo domani, molliamo tutto e andiamo a fare un giro?

BERLUSCONI - No, io son qui con...

DELLA VALLE - Anch’io. Sapessi i casini che c’ho in ballo io, non ne hai idea.

BERLUSCONI - Eh.

DELLA VALLE - Però, vaffanculo, andiamo... andiamo in giro per il mondo. Eh, se quelli hanno un Grumond (fonetico, parola non certa) che va forte come noi, ci beccano. Ma proprio da stare un giorno in un posto, un giorno in un altro.

BERLUSCONI - Sì, va be’, ma, avendo allontanato l’oggetto, capisci?

DELLA VALLE - Sì, va be’, ma, Silvio, se sono sei giorni...

BERLUSCONI - No, son preoccupato piuttosto per il Paolo, così, insomma.

DELLA VALLE - Be’, Paolo, scusa, portiam via anche lui.

BERLUSCONI - Eh, sì. Va be’.

DELLA VALLE - Ragazzi, il mondo si ferma, eh.

BERLUSCONI - Va be’, lo so, lo so.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Va be’.

DELLA VALLE - Facciamolo... Silvio, facciamolo davvero.

BERLUSCONI - Ma no, dài. Io c’ho tante cose da fare qui. Io poi non ci credo a quelle robe lì, lo sai.

DELLA VALLE - Hai paura di diventare povero?

BERLUSCONI - No.

DELLA VALLE - Sei giorni?

BERLUSCONI - No.

DELLA VALLE - Dài. Andiamo a fare sei giorni i pirla per il mondo.

BERLUSCONI - No, no, ma io ti dico sinceramente che, se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni.

DELLA VALLE - Eh, lo so, ma solo che questi qui... poi te lo... ci provano ancora, eh. Be’, ma, Silvio, avrai tutta la collaborazione che serve, no?

BERLUSCONI - Sì, sì, tutti quanti. Sono molto... sono molto bravi.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Va be’. Senti, Renato...

DELLA VALLE - Mi dispiace molto, Silvio.

BERLUSCONI - Ci sentiamo (...)


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4 luglio 2009
La sempre più triste storia berlusconiana
Dalle ultime vicende sta emergendo un appunto ancora più triste sulla vita berlusconiana . Il caso "tarantini". Un giovanotto che provvedeva a portare al presidente del consiglio delle puttane.

Ma chiediamoci un momento se per procurarsi una puttana, berlusconi ha bisogno di un venditore di protesi di bari? E qui appare il lato tragicomico dell'intera vicenda. Forse berlusconi per una volta ha detto una semi-verità.

Berlusconi vive delle sue illusioni, vive nell'idea di essere un artista (scrive canzoni che obbliga i suoi invitati ad ascoltare), nell'illusione di essere un intellettuale (rubò anni fa la traduzione di un classico filosofico ad un vecchio docente e se ne attribuì la paternità). Soprattutto vive nell'illusione di essere un playboy.

Quando dice che lui non sapeva fossero puttane dice quindi una semi-verità... lui probabilmente lo sospettava ma lo negava a se stesso.

Questo abile tarantini arrivava a casa berlusconi con un paio di ragazze. berlusconi faceva il suo show da intrattenitore e poi... finiva a letto con qualcuna delle puttane portate da tarantini.

Il nano, mentendo a se stesso prima che agli altri, poteva quindi credere di essere un seduttore.

Tarantini era l'amico che gli portava giovani ragazze disponibili e che quindi andava aiutato.

Le puttane veniva pagate ed erano contente.

Una storia comica nella sua tragicità. Una storia perfetta per l'era berlusconiana.
30 giugno 2009
POLITICA
e se Cesare vuole fare anche il pane, si abitui ai pugnali e a dormir male
Se la realtà fosse solo i media questo sarebbe un paese addormentato o forse già morto.
Non è così. La realtà è la gente che si incazza. E si incazza ancora di più quando in televisione dicono che i loro problemi economici sono una favola inventata dalla sinistra.
Lo iettatorepedonano ha fatto i festini in Sardegna ballando il trenino. Si è divertito a mascherarsi ad ogni occasione da pompiere, carabiniere, muratore, panettiere. Tutto con uno smagliante sorriso stampato in faccia.

Ma ora qualcosa sta cambiando. E non grazie all'informazione. Non grazie agli intellettuali. Non grazie a quelli che scrivono divertenti e pungenti articoli comodamente seduti davanti al proprio pc.

Le cose stanno cambiando dal basso. Dalla gente esasperata. Dalle persone che quando vedono il piazzista per strada gli urlano dietro. Lo fischiano. Vengono trattenuti a stento dal cordone della polizia.

Già. Il cordone della polizia. Mentre berlusconi ha ormai la possibilità di fare da padrone sui media. Di mettersi comodamente sulla poltrona di vespa a monologare. Quando scende per strada occorrono centinaia di agenti per proteggerlo.

Voi lo vedete con il suo sorriso da venditore di aspirapolvere stampato in faccia. Ma è una finta. Si vede che ha paura. Si vede che ha una paura fottuta. Perchè lo sa che qualcosa può succedere. Quando hai intorno una enorme folla che ti urla contro sai che qualcosa può degenerare. Sai che un giorno il cordone di polizia potrebbe non tenere. Sai che qualcuno potrebbe avere con se qualcosa di più pericoloso che un megafono e un fischietto.

Cesare ha paura. Si è voluto divertire. Ora si abitui ai pugnali e a dormir male.

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24 giugno 2009
POLITICA
La grottesca vita berlusconiana.
Voglio fare qualche considerazione sull'uomo. Oddio, uomo... sul nano. Abbiamo due fatti che sono tragici se presi singolarmente. Ma diventano grotteschi quando vengono accoppiati. Sono come due sostanze chimiche maleodoranti che mischiate emanano un olezzo pestilenziale.

Partiamo dalla prima. Il nostro ometto è solito durante feste e cene intrattenere gli ospiti cantando e raccontando barzellette. Poco grave se fosse il 20 enne sulle navi da crociera. Peccato che, invece, è il 70 enne primo ministro italiano. Ora immaginatevi il presidente Francese, Spagnolo, Tedesco o di qualunque altro paese che durante le proprie cene passa le ore a fare l'intrattenitore raccontando barzellette e cantando. Attenzione: non una barzelletta o una storiella. Il nostro nano intrattiene per ore gli ospiti a mo di giullare, di cabarettista, come gli artisti che i ricchi invitano alle serate per divertire gli ospiti. Peccato che lui non è Gerry Calà o i Fichi d'India. E' il presidente del consiglio

Questa è la prima sostanza maleodorante. Puzza già abbastanza? Non l'avete ancora provata accoppiata alla seconda. Eccola: ora si è scoperto che alle feste e alle serate piene di donne non si va gratis. E in genere si pensa che, come nelle raccolte fondi per i politici Usa, siano gli invitati a pagare per poter cenare con il leader politico. Non è così. E' berlusconi a dover dare un gettone di presenza ai suoi ospiti. Altrimenti questi non vengono.

Ora sommiamo e vediamo cosa appare: berlusconi durante le sue cene fa il giullare per intrattenere persone che sono pagate per essere presenti. Ve l'avevo detto che è grottesco. Eppure questo si evince dai fatti. Una scena di una tristezza inaudita.

Provate solo a rapportarla al vostro quotidiano: un vostro conoscente organizza cene e nessuno vuole andarci. Allora chiama delle persone che sono pagate per cenare insieme a lui e per ascoltare (e si suppone fingere di ridere) alle sue barzellette. Poi prende queste persone, pagate, e le obbliga ad ascoltarlo cantare.
Cosa direste a questo vostro conoscente? Già, anch'io. Peccato che questo non sia il così detto "scemo del villaggio". Quello che potete dire che, infondo, conoscete alla lontana. Questo è l'uomo (oddio: il nano) che rappresenta l'italia per il mondo.

Questa è la grottesca vita berlusconiana. Silvio chiama il telefono amico quando ti senti troppo solo. Ci risparmi in soldi e dignità. 

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23 giugno 2009
POLITICA
Il pro-berlusconismo in rete
Si dice che in rete ci siano solo anti-berlusconistii. Non è vero. Ci sono anche pro-berlusconisti. Il problema è che, di solito, il loro pro è più devastante della maggior parte delle critiche. Dato che risponde alla domanda: "ma come sono quelli che lo votano?"

Vi riporto una mail ricevuta. Volevo commentarla punto per punto. Ma non occorre. Ve la copio così come mi è arrivata. Con tutti i suoi slogan presi e ripetuti. Con tutte le balle sentite e ripetute. Un sunto della propaganda berlusconiana. Il maiuscolo è dell'autore. Ed io non ho voglia di convertirla in minuscolo. Perciò ve la lascio "urlata". Buon divertimento:

ORA BASTA DIFENDIAMO SILVIO BERLUSCONI DALLA MENZOGNA


SIAMO STUFI , PRESIDENTE SIAMO CON LEI, SAPPIAMO CHE SE GLI ATTACCHI SONO COSI FORTI E' PERCHE' LA TEMONO , ALTRIMENTI NON AVREBBERO TANTA PAURA DI LEI , LA TEMONO PERCHE' DA 15 ANNI E' IL SIMBOLO DI QUELLI CHE VOGLIONO LA POLITICA DEL FARE E NON LA POLITICA FINE A SE STESSA, SIAMO DAVVERO INDIGNATI, IO CREDO CHE MOLTI UOMINI E DONNE DI SINISTRA DOVREBBERO PENSARE A COME VOGLIONO ANNULLARE IL NOSTRO VOTO, IL VOTO E' SACRO, ANCHE GLI UOMINI DI SINISTRA SE FOSSERO DAVVERO UOMINI DI VERA COSCIENZA DOVREBBERO RIBBELLARSI A QUESTO ASSURDO MODO DI RENDERE INUTILE LA DEMOCRAZIA.

Informazioni di contatto

Ufficio:
VIA LE MANI DAL NOSTRO VOTO
Posizione geografica:
VIA LE MANI DAL NOSTRO VOTO


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21 giugno 2009
SOCIETA'
Il puttaniere che combatte la prostituzione
Alcuni presunti commentatori indipendenti pensano che questi siano fatterelli privati. Si debba guardare a "ben altro". Si dimenticano che quello che oggi si scopre riempisse la sua villa di puttane da 2.000 euro al giorno, ieri, per mano della pseudo ministra carfagna, faceva una legge contro la prostituzione.

Avevo scritto vari articoli su quell'assurda legge. Infatti non era una legge contro la prostituzione bensì una legge che puniva "la contrattazione per strada con la prostituta". Questo significa salvaguardare il ricco imprenditore che alza il telefono e si fa mandare a casa una escort di lusso.

Quindi, a ragion dei fatti, una legge sulle puttane "ad personam". Dato che come abbiamo visto berlusconi le puttane se le fa tranquillamente mandare a casa, e non deve girare in macchina per strada e contrattare la prestazione.

Ora gli italiani (senza G) che sono più intelligenti dei vari commentatori itaGliani (con la G) questa incoerenza la vedono, anche se i suddetti commentatori cercano di far passare l'idea che sia robetta di poco conto. 

La coerenza delle idee è il fondamento della carriera politica. Mentre è difficile spiegare come la legge sulle rogatorie servisse a bloccare i suoi processi. Come i cavilli della legge sulle intercettazioni servano a renderle impossibile. E' facilissimo spiegare che chi fa leggi contro la prostituzione poi va a puttane. Questo loro lo sanno. Travaglio nel suo ultimo articolo, putroppo, afferma di non averlo ancora capito. Si chiede come sia possibile nessun clamore abbiano suscitato le accuse di mafia e molto quelle di essere un puttaniere.

Questo non è un fatterello da lasciare passare. Questa è un enorme incoerenza politica dove continuare a colpire. Se lo iettatorenano riuscirà a superare anche questa perchè la stampa insisterà che i problemi sono "ben altri", facciano il favore di cambiare mestiere. Perchè una stampa "libera" che non abbatte un dittatorello quando sta barcollando sulla torre non merita di esistere.

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17 giugno 2009
SOCIETA'
chi ha fame fa la rivoluzione
Faceva più o meno così una canzonetta popolare. Ma spesso le canzonette dicono grandi verità.
Ci si chiede spesso come il popolo italiano sia addormentato e si lasci fare di tutto. La risposta è in questa frasetta: la gente deve avere fame per fare la rivoluzione. Finchè hai il tuo piatto caldo. Il tuo divano. Il tuo televisore. Il tuo grande fratello. Chi te lo fa fare? Ti lasci amorevolmente prendere per il culo.

Il nanoiettatore ha fatto però un errore tattico. E' andato a prendere per il culo gente che aveva fame. Che aveva perso tutto. La casa. Il lavoro. I propri beni. In molti casi anche amici e parenti. E' andato da gente che aveva fame a promettergli dentiere, vestiti fatti su misura, soggiorni in villa, viaggi in crociera.

La gente si fa prendere per il culo spesso. Quando ha fame difficilmente. Difficilmente chi vive in una tenda ama farsi prendere per il culo su quanto ci vorrà a riavere una casa. Non ama farsi prendere per il culo sentendosi dire che lo manderanno in crociera. Non apprezza sentirsi dire che il suo stare in tenda è un campeggio.

Chi ha fame vuole le promesse mantenute. E non lascia correre. Ora si capirà cosa vuol dire che "chi ha fame fa la rivoluzione".

Il nano non può più mettere piede all'Aquila. Ma i cittadini non si accontentano e ora vanno a prenderlo a Roma. 

Se prometti un cellulare nuovo a chi ne ha già uno vecchio e non mantieni la promessa, il truffato non se la prenderà granchè.
Se prometti un pasto a chi è affamato e poi non mantieni la promessa, il truffato ti verrà a cercare.

Andatelo a cercare. Abita a palazzo grazioli. Andatelo a prendere. Se trovate con lui una ragazzina bionda diciottenne da poco lasciatela stare, lei non c'entra. Prendetevela con quello basso con i tacchi e il catrame in testa. Andatelo a prendere.

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12 giugno 2009
POLITICA
ItaGlia Vs Polizia di Stato
C'è qualcosa di marcio in Danimarca. E qualcosa di strano in itaGlia. Raramente uno stato è in lotta con la propria polizia. Molto molto raramente un governo di destra è in lotta con la polizia.
Risulta evidente perchè questo governo sia in lotta con la magistratura (non tutta in realtà, solo una piccola parte della magistratura, quella che fa il proprio lavoro). Si capisce perchè sia in lotta con l'informazione. Si capisce benissimo perchè sia in lotta con la rete. Ma da una prima analisi risulta veramente arduo capire come uno governo del genere possa essere in lotta con la Polizia di Stato.
Si potrebbe pensare che siano tagli generalizzati. Non è così. Mentre alla polizia si tagliano i fondi, all'esercito vengono destinati miliardi di euro per la realizzazione di nuovi aerei da guerra.

Ci sarebbe da spiegare alla casalinga padana, che è stata messa in allarme dal martellamento mediatico sugli stupri, se limitare il numero di volanti per la strada costruendo però nuovi aerei da guerra la tuteli maggiormente.

Un aereo da guerra è molto più veloce ed ha molta più potenza di fuoco che una volante della polizia. Un aereo può fare il giro del quartiere in pochi secondi. Una voltante ci mette ore. Un agente per strada ha solo una piccola pistola. Un aereo ha addirittura i missili. Ma nonostante questo, forse perchè non sono un ottuagenario generale italiano, mi risulta difficile immaginare come un aereo a 1000 metri di quota possa fermare uno stupro o prevenire una rapina.

Potrebbe lanciare un missile a guida laser sullo stupratore. Ovviamente dopo che ha terminato con la vittima, altrimenti il risultato non sarebbe del tutto positivo.

A parte queste facezie. Torniamo alla domanda. A cui non darò una risposta, ma invito voi a pensarci: perchè un governo di destra è costantemente in lotta con la Polizia di Stato? La risposta non è così logica come potrebbe sembrare. 

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11 giugno 2009
La guerra giusta
Invadere l'italia sarebbe una guerra giusta. Purtroppo questo paese non ha riserve petrolifere sufficienti a giustificare il dispiego di una armata militare. E' una benedizione per questa classe politica inetta. Se il paese avesse riserve di gas, petrolio, o giacimenti d'oro, diamanti, uranio, ferro. Un buon governo colonialista avrebbe già fomentato le rivolte. Iniziato a far propaganda interna per preparare i suoi cittadini alla guerra giusta.

Come possiamo farci invadere? Dobbiamo prima trovare un paese che possa e poi sperare che voglia. Iniziamo da subito: diamo del negro ad Obama. Del frocio a Putin. Del microdotato a  Wen Jiabao. Del cornuto a Sarkozy. Della zoccola alla Merkel
Ma perchè limitarci solo alle super potenze? Diamo del beduino a Mubarak. Del marocchino di merda a Mohammed VI. Dello sporco ebreo a Peres.

Aspettate un attimo... Ma noi abbiamo già qualcuno che sta facendo qualcosa di molto simile. Ora tutto mi è chiaro. Le sue piazzate in giro per il mondo. Le sue continue uscite pubbliche disastrose. Il dispresso che scatena nei capi di stato stranieri. Ora tutto a un senso. Sta tendando di farci invadere. Lo sta facendo per noi!

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9 giugno 2009
POLITICA
Rapite le figlie di berlusconi
La nuova legge sulle intercettazioni vieta di fatto l'uso di questo strumento. Il parlamento è utilizzato per difendere la classe politica attuale eliminando sistematicamente le leggi che questa ha infranto.

E, per snellire il lavoro, elimina anche gli strumenti per scoprire quali leggi sono state violate

Ci sarebbe un solo modo per ristabilire la legalità in questo paese. Fare a berlusconi quello che le leggi che ha eliminato impedivano. Alcuni esempi:

-costruite case abusive sui suoi terreni e poi condonatele
-i dirigenti comincino a frodare le sue aziende falsificando i bilanci e mettendosi i soldi in tasca
-qualcuno rapisca le sue figlie e quando chiederà di intercettare a tappeto per scoprire il colpevole si accorgerà che non è più possibile, e per essere ancora più tranquilli aspettate 60 giorni prima di chiedere il riscatto.

Questo è un paese da commedia e probabilmente serve una soluzione da tragedia. Divertitevi a scoprire quei reati che sono stati aboliti, o sono stati resi a "prescrizione certa" e fateli contro berlusconi.

Il mio unico rammarico è non sia ancora entrata in vigore la legge che permette di andare a caccia nelle proprietà private. Appena verrà approvata entrate nel parco di villa certosa e sparate ai suoi pavoni.

Giusto perchè qualche genio potrebbe non capirlo. L'invito a rapire le figlie di berlusconi è ironico. Anche perchè, poverette, con un padre del genere che giura continuamente il falso sulle loro teste rischierebbero di rimanere in cattività a vita se i suoi esperti di propaganda gli dicessero che l'immagine del "padre con figlie rapite" tira nei sondaggi.

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4 giugno 2009
POLITICA
Il mero proprietario
In questa itaGlietta ormai ci si abitua a tutto e questo fatterello può passare come un'inezia. Forse lo è. Ma aiuta a capire quanto le leggi valgano in questo paese.

Secondo la carnevalesca legge sul conflitto di interessi berlusconi può essere "mero proprietario" delle sue aziende, ma quando è al governo deve abbandonare le cariche. Così ogni volta rieletto lascia l'amata presidenza del Milan.

Dal sito della squadra vediamo http://www.acmilan.com/InfoPage.aspx?id=259 che il suo nome non è presente nell'organigramma aziendale. Alla voce presidente risulta un " = "

Bene, ma invece seguendo le notizie sportive scopriamo che lo iettatorediversamentealto è intervistato su ogni questione riguardante la squadra. E si dilunga in valutazioni riguardanti i singoli giocatori. Gli allenatori. Le altre squadre.

Ormai il fatto che si violino le leggi è dato per scontato. Si decide arbitrariamente quali rispettare e quali violare: rapina, furto, scippo: male. Falso in bilancio, corruzione, conflitto di interessi: che sarà mai.

In ogni caso: se legge prevede le dimissioni da presidente come mai continua a svolgere questo ruolo senza che nessuno lo sanzioni. E chiaramente senza che gli attenti media di sinistra lo facciano notare?

Ma soprattutto il presidente del consiglio di una delle principali economie del mondo. In un periodo di crisi economica. In un paese che necessita di pesanti e complicate riforme strutturali. Può passare gran parte del suo tempo ad interessarsi della propria squadra di calcio?

Sono domande che in un paese diverso da quello scritto con la GLI qualcuno si farebbe. Ma questa è l'itaGlia e così piace agli itaGliani.
4 giugno 2009
POLITICA
Scompare definitivamente la puntata di porta a porta sui processi berlusconi
La puntata dove si parlava dei processi di berlusconi è definitivamente sparita. E lo ammetto: è tutto merito mio.
Ecco cos'è successo: qualche giorno fa avevo postato la notizia che dal sito rai la puntata di porta a porta sui processi berlusconi era stata rimossa dal server.
http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/post/2259446.html

Nella puntata in questione un risentitissimo vespa ascoltava inerme uno degli ospiti che, nonostante ghedini si impegnasse a coprirlo con i suoi celebri "ma va la...", elencava le condanne e le prescrizioni di berlusconi.

Sul gruppo ho chiesto agli utenti di notificare il disservizio alla Rai e di postare la risposta su FB.

Alla Rai ovviamente hanno subito notato l'errore tecnico e lo hanno prontamente risolto. Ma non come alcuni speravano.
Infatti prima era presente il link della puntata e cliccandoci si veniva informati che il video non era più disponibile. Ora, per risolvere l'inconveniente, è stato rimosso anche il link.

La puntata è così definitivamente sparita dall'archivio Rai. Chi ne ha parlato? Probabilmente solo noi. Eppure come notiziola è simpatica e aiuta a capire quanto è pubblico il "servizio pubblico".



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4 giugno 2009
POLITICA
Il Times: "papi" era il nome in codice usato dalle ospiti di Berlusconi
"Papi", chiamatemi "Papi". Parafrasando Fleming, è il nome in codice che le "papi-girls" (presentatrici televisive, aspiranti attrici e showgirl) avrebbero usato per chiamare il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, al telefono. La rivelazione arriva dal prestigioso Times. Il quotidiano britannico, che con questo articolo dell'inviato a Roma Richard Owen, dimostra di non voler mollare la presa "sull'affaire Noemi", scrive che il nome in codice serviva ad evitare che il premier venisse identificato in caso di intercettazioni telefoniche.

Riporta poi il giornale come ulteriori dettagli sulla vicenda stiano emergendo dalle foto scattate dal fotoreporter sardo, Antonello Zappadu, nel parco di Villa Certosa, e sequestrate dall'autorità giudiziaria su richiesta del premier. Segnala poi il quotidiano come la prossima settimana verrà pubblicato il libro della show girl, Elisa Alloro, in difesa di Berlusconi. Il libro, dal titolo Noi, le ragazze di Silvio, (in inglese incisivamente tradotto Silvio's girls) per i tipi di Aliberti, è una sorta di lunga lettera a Veronica Lario (Choderlos de Laclos docet?, ndr). Il volume sarà in libreria la prossima settimana.

L'articolo del Times arriva dopo gli editoriali dello stesso giornale - e non solo - sul tema. Giornale che nelle pagine interne, a firma di Mary Beard, arriva - in un articolo dal titolo La storia dirà se l'imperatore è nudo - ad una pesante analogia con l'imperatore Tiberio, passato alla storia per le sue intemperanze sessuali (che regnò dal 14 al 37, succedendo ad Augusto, assunto a modello da Mussolini). L'imperatore su cui si scagliarono gli strali di Tacito e Svetonio, secondo la giornalista puo' essere accomunato al primo ministro anche dalla passione per un'isola: non Capri ma la Sardegna. (S.Bio.)

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/berlusconi-nome-in-codice-papi.shtml?uuid=0ca332ca-5023-11de-a8e8-03a044239209&DocRulesView=Libero

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1 giugno 2009
POLITICA
pubblico e privato parte 2
L'argomento mi sta appassionando perchè continuo a vedere la propaganda mediatica martellante atta a far dimenticare questo semplice concetto:
Il tuo privato è privato quando non contrasta con quello che dichiari pubblicamente.

Ricordate lo scandalo Max Mosley,  quello della F1, quando furono resi pubblici i suoi video di un festino sado-maso. Lui non si dimise. E fece benissimo a non dimettersi. Infatti i festini sado-maso non contrastano minimamente con la gestione delle corse.

Se i festini sado-maso li organizza un vescovo cattolico, questi risultano leggermente in contrasto con le sue dichiarazioni pubbliche. A meno che il vaticano non abbia accolto nell'ultimo concilio il BDSM. (Bondage Sado Maso)

Perciò nel primo caso è un affare privato nel secondo è un affare pubblico.

Ancora: quando sircana porta voce di prodi fu fotografato insieme ad un trans, la notizia dalla stampa bigotta (e in questo caso chissà perchè poco attenta alla "privacy") fu ampiamente riportata. La notizia sarebbe stata in contrasto con il pubblico se con un trans fosse stato trovato buttiglione, con il suo fermento omofobico. O Storace con il suo: "meglio fascisti che froci".

Intendiamoci. L'incoerenza interessa poco ai detrattori. Dovrebbe interessare molto ai sostenitori. Se sei un estremista e voti un partito omofobico ti dovrebbe interessare se il leader del partito va a trans.

Quindi tornando al nostro eroe-nano. Il fatto che l'organizzatore dei family day e il sostenitore della linea vaticana, organizzi festini con minorenni e tradisca la moglie non è affar suo. Ma dovrebbe  interessare, più che i detrattori i sostenitori.

Ovviamente i media padronali continuano a martellare l'opinione pubblica sul fatto che: "sono affari privati". Cercate di non bere queste balle e continuate a ripetere che non lo sono affatto.

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31 maggio 2009
POLITICA
Il pubblico e il privato
Il pubblico non è scisso dal privato. berlusconi è un politico "conservatore", organizza i family day e simpatizza per la linea vaticana.

L'idea che i suoi festini, i suoi tradimenti alla moglie i suoi incontri con minorenni siano gossip è passata solo grazie ai media che controlla.

In altri paesi un politico conservatore che tradisce la moglie ed organizza festini con minorenni si sarebbe già dovuto dimettere. Provate ad immaginare Bush in una situazione analoga. Sarebbe stato letteralmente distrutto dalla stampa

In itaGlia continuo a sentire: "sono affari suoi". Lo sento ormai oltre che dai suoi dipendenti da molti detrattori: "in fondo sono affari suoi, concentriamoci sulle cose serie". Non sono affatto affari suoi. 
Se vuoi imporre al paese la linea dio, patria, famiglia. Non puoi nel privato seguire quella: loggia p2, società off-shore e mignotte. 

Sull'incoerenza si fanno le battaglie politiche. Non fatevi ingannare dalla propaganda del "sono affari suoi". Non lo sono affatto.

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1 maggio 2009
POLITICA
il cane morde la moglie del padrone
Oggi ho assistito ad un paradosso del servilismo italico. Lo voglio condividere con voi. Su libero, feltri titola in prima pagina "veronica velina ingrata", sotto una foto della moglie dello iettatore nano in una vecchia immagine che la ritrae in topless. L'articolo ovviamente è avvelenato sulla moglie psicologicamente instabile che fa deliranti attacchi pubblici al marito.
La questione in se non mi interessa. Mi incuriosisce di più la psiche di feltri. E questo paradosso: "il cane può mordere la moglie del padrone?" E' un quesito interessante. Ovviamente feltri spera di fare la cosa più gradita possibile al proprio padrone... ma insultargli la moglie, pubblicando in prima pagina la foto nuda che lui stesso fece così fatica a far sparire dalla circolazione è il modo migliore di servire il padrone? Vi rendete conto dei problemi che affliggono i servi in questo paese? Quando lo iettatore è attaccato dalla moglie cosa conviene fare? Insultargli la moglie? Sono quesiti degni dell'enigma della sfinge. Questi sono i veri problemi che affliggono i pennivendoli italioti. Ora aspettiamo che dica qualcosa che non va una delle figlie, non vedo l'ora di vederle raffigurate come "sgualdrine della milano bene" con foto in cui escono ubriache da qualche locale.

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28 aprile 2009
i valori della famiglia e dell'amicizia
Telefonata intercettata alle ore 20.52 del 31 dicembre 1986 dalla villa di Arcore, dove Berlusconi festeggiava il capodanno con Confalonieri e Craxi

Berlusconi: Iniziamo male l’anno!

Dell’Utri: Perché male?

Berlusconi: Perché dovevano venire due [ragazze] di "Drive In" che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!

Dell’Utri: Ah! Ma che te ne frega di "Drive In"?

Berlusconi: Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!

Dell’Utri: Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!

Berlusconi: Senti, dice Fedele [Confalonieri] che devi sacrificarti [..]. Devi venire qui!

Dell’Utri: No, figurati!

Berlusconi: Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! [...] Grazie, ciao Marcellino!

Dell’Utri: Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!

Berlusconi: Anche a te e tua moglie, ciao!
28 aprile 2009
POLITICA
la rana nell'acqua bollente
Conoscete la storia della rana nell'acqua bollente? Se si, forse vedrete come me l'analogia con la situazione italiana. Nei libri di storia ancora si disquisisce su Caligola che nomino senatore il suo cavallo. In italia la rana non è entrata di colpo nell'acqua bollente, l'acqua si è scaldata pian piano. Perciò nessuno fa caso se lo iettatorenanoi nomina (perchè di nomina si tratta) parlamentari europee decine di sue amanti. Una volta le amanti andavano mantenute di tasca propria. Poi lo iettatore pensò bene che invece di assumerle a mediaset poteva farle mantenere dalla rai. Ora che saccà è "momentaneamente assente" ha deciso di farle mantenere dal parlamento. Il piccolo politico di provincia mette l'amante in un ufficio del comune. Quello di buon livello la fa nominare dirigente di qualche ente. Il nanoiettatore non ha più limiti e le fa diventare tutte parlamentari. "bambina, un pompino e ti sistemo la per la vita" (leggetelo con il raffinato accento brianzolo che lo contraddistingue).
La rana nell'acqua bollente è l'italiota. In ogni paese del mondo se un politico piazzasse una sua amante e venisse scoperto dovrebbe dimettersi. In italia questo fatto è diventata una nota di colore da accennare al bar: "hey hai sentito che berlusconi manda in parlamento una dozzina di quelle che si è scopato?"
Siete rane bollite. Prendete un termometro e ficcatevelo dove più vi piace
22 aprile 2009
POLITICA
il piccolo presidente che non c'era
Se leggete i libri di storia, a meno non siano già stati rivisti o meglio "revisionati" per adeguarsi ai tempi, si parla del piccolo re d'italia. Il piccolo re non è lo iettatorenano ma il piccolo savoia. Lo si definiva "piccolo in ogni senso", perchè oltre ad essere nano, non impedì la presa del potere di mussolini.
Ora abbiamo un presidente che non c'è. Un presidente piccolo, in "quasi tutti i sensi". Un presidente che quando andava al parlamento europeo fregava i soldi dei rimborsi aerei (comprava biglietti low-cost e si faceva rimborsare il prezzo pieno alitalia). Ora la storia si ripete. Sarà ricordato così. Il piccolo presidente che non c'era.
15 aprile 2009
finanza
Che schifo berlusconi
"che schifo berlusconi" questo mi ha detto la mia panettiera. La mia panettiera non è una comunista, non è nemmeno di sinistra, è una che vota berlusconi. Eppure guardando lo iettatorenano girare per le macerie e fingere in modo ridicolo di piangere, vederlo durante i funerali che invoca la madonna con il fare da sceneggiata napoletana, abbraccia i sopravvissuti con l'occhio cinico rivolto alla telecamera, facendo questa lo iettatore è riuscito a fare schifo persino ad una sua elettrice. Ad una sua elettrice che non si informa sul web, non va a cercare le informazioni, probabilmente guarda il tg1 se non addirittura il tg4. Ma vedendo questa macchietta con il cappello da pompiere e la lacrima in tasca ha capito che questo figuro era li a ballare sulle tombe e ha avuto un moto di disgusto. Quel "che schifo berlusconi" è stato un bagliore nella notte. Grazie.

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7 aprile 2009
POLITICA
popolo della libertà
E' interessante analizzare il nome del partito di maggioranza relativa posseduto dallo iettatorenano (toccatevi quando lo sentite nominare perchè porta sfiga). Un nome spesso fornisce informazione utili, non in questo caso. Facciamo un esempio. Se chiamo il mio circolo: circolo della bocciofila di ostia lido. Che informazioni fornisco? Che è un circolo, in questo circolo si pratica il gioco delle bocce, questo circolo si trova ad ostia lido. Chiaro e utile.
Se chiamo una società fiat. Cioè: fabbrica italiana automobili torino. Informo la gente che è una fabbrica, questa fabbrica è italiana, questa fabbrica produce automobili, la fabbrica ha sede a torino.
Fatta questa premessina. Cosa comunica in nanomenagramo con il nome: "popolo della libertà". Vediamo: che è un popolo? Già abbiamo una informazione sbagliata perchè è un partito. Un popolo è quello italiano, russo, francese. Il suo è un partito. Un partito di che tipo? Anche qui solitamente il nome ci torna in aiuto: comunista, socialista, fascista. No, il suo partito è "della libertà". Cosa significa della libertà? Notate che il nome non è "per la libertà". In tal caso ci si potrebbe domandare: "per la libertà di cosa o di chi?" e si potrebbe avere una risposta. Risposte del tipo: per la libertà di provenzano, o per la libertà di costruire abusivamente ville in sardegna ecc. Certo non a tutti piacerebbe per quale libertà è impegnato questo partito. Ma si avrebbe quanto meno un'informazione sulle sue finalità.
Invece il partito non è "per la" ma "della". Cosa significa "della libertà"? Se vogliamo possiamo ipotizzare che "della libertà" vuole intendere che quel partito "appartiene" alla libertà. Anche in questo caso abbiamo un'informazione errata. Dato che quel partito può appartenere, per esempio, alla fininvest o alla mafia. Che sono due soggetti reali. Non certo alla libertà, che è un concetto astratto e non può detenere il controllo di un partito.
Partito dello iettatorenano. Questo è un nome che da informazioni corrette. Ora possiamo analizzare: è un partito, il partito non è di tutti ma è dello iettadorenano, una sua proprietà privata, e ci informa anche che il proprietario oltre a portare sfortuna ha una altezza inferiore alla media.
Questo è un nome che risponde alle esigenze dei lettori.
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