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26 marzo 2009
POLITICA
Berlusconi propone la fine della democrazia
Berlusconi propone la fine della democrazia, e nessuno se ne accorge.
E' passata come se nulla fosse la proposta di instaurare una dittatura cilena in un paese europeo. E' passata con leggerezza, anche sulla contro informazione, un'idea agghiacciante. Voi l'avete sentita, ma da questa premessa non la riconoscete, non la riconoscete perchè nessuno ha fatto notare quanto fosse eversiva. Qual'era la proposta? Quelle di far votare solo i capi gruppo per conto di tutti i parlamentari del proprio partito. Ora l'avete letta, ve la siete ricordata e state pensando: "non era poi così grave".

Cosa comporta quella proposta in realtà? Facciamo un passo indietro per capirlo: la legge elettorale attuale prevede che il partito che vince le elezioni abbia la maggioranza assoluta dei parlamentari (una simile legge elettorale era presente solo durante il fascismo). Questo vuol dire che il partito di governo ha il 55% dei voti. Se il capo gruppo ha delega per votare per il partito. Il capo gruppo del partito di maggioranza vota per il 55% dei parlamentari. Questo vuol dire che il capo gruppo del partito di maggioranza (cioè una persona sola) con il suo solo voto farebbe passare a maggioranza assoluta tutte le leggi che vuole. Le farebbe passare sempre. Ogni singola legge. Dato che non può matematicamente perdere una votazione. Mai. Questo significa che tutti i parlamentari dell'opposizione possono restare a casa, infatti se votassero sempre tutti compatti, non avrebbero mai più del 45% dei voti. Cioè perderebbero ogni singola votazione. Sempre.

Berlusconi aveva candidamente proposto la fine della democrazia e l'instaurazione di una dittatura. E nemmeno di una dittatura illuminata. Una dittatura in confronto alla quale i comitati politici della russia di Stalin sarebbero stati un inarrivabile modello di libertà e dibattito democratico. Ma l'ha fatto candidamente. Per questo si è deciso di non dare troppa importanza alla cosa

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permalink | inviato da marco resistenza il 26/3/2009 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 ottobre 2008
POLITICA
è questa la dittatura morbida?
Si è deciso che questa è una dittatura morbida. Io non vedo dove sia il morbido in questa dittatura. Chi ricordando il fascismo pensa solo ai manganelli non si ricorda le adunate oceaniche e i cine giornali dove mussolini partecipava a feste ed inaugurazioni tra il gaudio popolare. Ma il fascismo manganellava gli oppositori si dice. Lo fa anche questa dittatura. Oggi è stato deciso di mandare la polizia a fermare con la forza le manifestazioni nelle scuole e nelle università. Ieri la forza pubblica aveva l'autorizzazione di manganellare i dimostranti contro basi militari e discariche. Questa dittatura manganella meno non per scelta, non perchè è morbida, ma per semplice necessità. Ha un controllo dell'informazione maggiore rispetto al fascismo e soprattutto un popolo molto più docile e sottomesso rispetto agli italiani degli anni 20. Questa dittatura manganella meno oppositori solo perchè quelli che si oppongono sono meno. Non esita a farlo appena ne trova qualcuno. E' per questo che la dittatura italiana viene considerata morbida? Appena la situazione economica e sociale peggiorerà e le proteste aumenteranno potrete vedere quanto è morbida questa dittatura
20 settembre 2008
La dittatura italiana
I presupposti di una dittatura sono semplici, non occorre fare lunghe discussioni filosofiche, non è un discorso da bar dove ognuno può dare la propria opinione favorevole o contraria: si ha una dittatura quando tutti i poteri vengono accentrati in un unico organo:

La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

I poteri in uno stato sono tre: esecutivo, legislativo, giudiziario. Più il così detto quarto potere: quello dell'informazione. La dottrina prevede la netta, e ripeto netta, separazione di questi quattro poteri.

In itaGlia il potere esecutivo controlla già quello legislativo: il primo ministro controlla la maggioranza parlamentare che legifera a suo piacere.

In itaGlia il potere esecutivo controlla già direttamente o indirettamente 80% dell'informazione.

In itaGlia il primo ministro non è più soggetto al controllo giudiziario.

Manca solamente il controllo diretto sul potere giudiziario. Ed è ciò che si otterrà con le prossime riforme dell'ordinamento.

Quando i quattro poteri saranno accentrati in un unico organo l'italia sarà tecnicamente una dittatura.  Una volta che ne avreste preso atto potrete comportarvi come meglio credete, ma senza la sciocca illusione di vivere in una regime differente da quello dittatoriale. Si potrà sempre discutere se la dittatura in questione sia buona o cattiva. Bella o brutta. Infondo non tutte le dittatura sono poi così male. mussolini ha scritto anche poesie.





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permalink | inviato da diritto di resistenza il 20/9/2008 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 settembre 2008
Dittatura
La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

Le dittature si classificano in base a due variabili: l'intensità e l'ideologia. L’intensità prende in considerazione la raffinatezza e l’efficacia del potere, il rapporto tra forza e consenso, il grado di pluralismo, il ricorso alla mobilitazione di massa. L’ideologia prende in considerazione l’atteggiamento sociale e i valori di fondo della dittatura, l’atteggiamento verso l’ordine politico-sociale esistente, il tipo di rappresentanza di classe.

In base all'intensità generalmente si distingue tra autoritarismo, cesarismo e totalitarismo.

Nell'autoritarismo il mantenimento e consolidamento del potere si basa in via prevalente o esclusiva sulla repressione, poiché, instaurandosi in società tradizionali, il regime non vive la necessità di coinvolgere le masse tramite ricorso frequente e costante alla propaganda. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non avvertendo l’esigenza di controllare tutti gli aspetti della società. Talvolta rappresenta il tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di modernizzazione, talaltra il tentativo del ceto dominante di favorire la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. In base all'ideologia si distingue tra franchismo (autoritarismo reazionario), pretorianesimo (autoritarismo apolitico), terzomondismo (autoritarismo rivoluzionario).

Il cesarismo è la categoria in cui Max Weber e Antonio Gramsci facevano ricadere le dittature del loro tempo. Questi regimi non si basano solo su strumenti di repressione, ma anche sul consenso. Sono incentrati sulla figura di un capo carismatico e su un forte apparato statale. All’ideologia si sostituisce il carisma del capo. Caratteristica di questa dittatura è la mediazione tra interessi contrastanti. Il termine deriva dalla dittatura di Cesare nell’antica Roma. In base all'ideologia si parla di sultanismo (cesarismo reazionario), peronismo (cesarismo apolitico, definizione talora considerata ambigua), bonapartismo (cesarismo rivoluzionario, quello di Napoleone I e Napoleone III).

Il totalitarismo è il tipo più moderno di regime dittatoriale. Il concetto è sviluppato nelle Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt. Ritiene l'autrice che il totalitarismo necessiti di tre fattori per potersi sviluppare: una società industriale di massa, la persistenza di un’arena mondiale divisa e lo sviluppo della tecnologia moderna. Secondo la Arendt gli elementi distintivi del totalitarismo sono l’ideologia e l’uso del terrore, e la massima espressione del medesimo il lager e il gulag, dove avviene la cancellazione dell’individualità tramite un dominio assoluto sulle persone.

tratto da it.wikipedia.org/

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permalink | inviato da diritto di resistenza il 20/9/2008 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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